Prospettive aree, deviazioni e spazi discreti. L’arcipelago dei luoghi immaginari da Ariosto a Calvino (e oltre)

Lara De Lena

Abstract


L’articolo considera la dicotomia tra luoghi della memoria e dell’immaginario dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. La narrazione dei tempi esplosi e dei mondi discreti del poema avviene nella rivisitazione di Italo Calvino attraverso geometrie mentali, con incursioni nell’arte concettuale di Franco Vaccari e nelle sperimentazioni teatrali e televisive di Luca Ronconi. La prospettiva “aerea” del poema è accostata all’altrove nichilista e introspettivo de Le città invisibili e i suoi personaggi rivivono, tra fughe e ritorni, nelle storie narrate dai Tarocchi de Il castello dei destini incrociati.


Parole chiave


Orlando furioso; Città invisibili; Ludovico Ariosto; Italo Calvino; luna



DOI: 10.6092/issn.2038-6184/8371

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