Confrontarsi con gli spazi vuoti: "Il giro di vite" di Henry James tra interpretazione ed esperienza

Antonia Spinelli

Abstract


Il giro di vite di Henry James ha generato per oltre un secolo i più svariati dibattiti interpretativi. Cosa si cela tra le pieghe del racconto? E che tipo di presa ha sul lettore? Come una nebulosa priva di confini, capace di ricevere e riflettere la luce di altre stelle, il testo risulterebbe permeato da un vide fascinant, da una materia caotica e perturbante, forse la stessa di cui si nutrono i sogni. Luogo motivato dall'assenza e dall'incertezza che si è ulteriormente dispiegato nel tempo attraverso il contributo di lettori e critici, fino a trovare un'ulteriore preziosa eco nell'opera cinematografica Suspense (The Innocents, 1961) del regista Jack Clayton.


Parole chiave


Henry James; Il Giro di vite; Cinema; Perturbante; Jack Clayton

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DOI: 10.6092/issn.2038-6184/4667

Copyright (c) 2015 Antonia Spinelli

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