Alcuni suggerimenti omeopatici contro lo stress del traduttore di poesia

Franco Nasi

Abstract


Il traduttore di poesia si trova spesso di fronte a testi difficili, quasi impossibili da tradurre. Il senso di inadeguatezza che il traduttore avveduto, modesto e sensibile prova (o dovrebbe provare) di fronte ai testi poetici, lo spinge a constatare  il limite delle proprie capacità “poetiche” di fronte alla compattezza e alla forza del testo originale, oltre che alle oggettive e a volte incolmabili differenze fra le lingue e le culture coinvolte nel processo di traduzione. Da qui l’insorgere di uno stato di sconforto, di abbattimento, di malinconica impotenza. Nell’intervento si tenta, fra digressioni, incursioni sul tema e terapie traduttive omeopatiche, di dare alcuni consigli ai traduttori di poesia, movendo da alcune considerazioni sulla versione in italiano di due testi di autori americani: e.e. cummings e Billy Collins. Il primo presenta particolari difficoltà traduttive per le scelte lessicali ambigue e per la composizione grafica del testo, il secondo per la specificità e la pregnanza culturale delle immagini e dei tropi.  Billy Collins poi, in un gioco di specchi, si presta  a ritradurre “culturalmente” in inglese, la versione italiana.


Parole chiave


Traduzioni; Poesia; Passioni del traduttore; ddomesticamento traduttivo; Compensazioni

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DOI: 10.6092/issn.2038-6184/3450

Copyright (c) 2013 Franco Nasi

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