Unheimlich. Dalle figure di cera alla Uncanny Valley

Pietro Conte

Abstract


Nel 1911 Julius von Schlosser pubblicava una pionieristica Storia del ritratto in cera in cui ripercorreva le millenarie sorti di un materiale che già da tempo sembrava definitivamente tagliato fuori dalle vicende della storia dell’arte, condannato a giusto oblio a causa della sua eccessiva aderenza al modello. Un secolo più tardi, tuttavia, l’iperrealismo si prende una famosa rivincita con le effigi dei bambini impiccati di Maurizio Cattelan. Prendendo le mosse dall’analisi di quest’opera e dalle violente reazioni che fu in grado di suscitare, il paper si propone di inquadrare la questione delle figure di cera nella più ampia problematica del “perturbante”, affrontata da Jentsch e Freud all’inizio del Novecento e recentemente tornata di prepotente attualità grazie al dibattito scatenatosi intorno all’esistenza e alla natura della fantomatica “Uncanny Valley”.

 

 

 

 

 

 


Parole chiave


perturbante; figure di cera; uncanny valley; iperrealismo

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DOI: 10.6092/issn.2038-6184/2473

Copyright (c) 2012 Pietro Conte

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