La bellezza aurea. Risposta cerebrale alle sculture classiche e rinascimentali

Autori

  • Cinzia Di Dio Università di Parma
  • Emiliano Macaluso Fondazione Santa Lucia, Roma
  • Giacomo Rizzolatti Università di Parma

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.2038-6184/2055

Abstract

Esiste una base biologica oggettiva nell’esperienza del bello nell’arte? Oppure, l’esperienza estetica è interamente soggettiva? Usando la tecnica della risonanza magnetica funzionale, abbiamo affrontato questa domanda presentando a degli osservatori naïve allo studio dell’arte immagini di capolavori di sculture Classiche e Rinascimentali. Utilizzando la proporzione come variabile indipendente, abbiamo creato due gruppi di stimoli: uno composto da immagini di sculture originali; l’altro, da una versione modificata delle stesse immagini. Gli stimoli sono stati presentati in tre condizioni: osservazione, giudizio estetico e giudizio di proporzione. Nella condizione di osservazione, i volontari dovevano osservare le immagini con lo stesso stato mentale che avrebbero avuto se fossero stati in un museo. Nelle altre due condizioni, i volontari dovevano dare un giudizio estetico e di proporzione delle stesse immagini. Sono stati eseguiti due tipi di analisi: uno, che ha contrastato le risposte cerebrali alle sculture canoniche e modificate; ed uno, che messo a contrasto le sculture “esteticamente piacevoli” e quelle “esteticamente non piacevoli”, secondo il giudizio espresso in modo esplicito da ciascun volontario. Il risultato più interessante ha evidenziato, durante l’osservazione delle sculture originali, rispetto a quelle modificate, l’attivazione dell’insula destra e di alcune aree corticali laterali e mediali (il giro occipitale laterale, il precuneo e aree prefrontali). L’attivazione dell’insula era particolarmente evidente durante la condizione di osservazione. Inoltre, si è osservato che, quando i volontari dovevano dare un giudizio estetico esplicito, le immagini giudicate esteticamente piacevoli attivavano selettivamente l’amigdala destra rispetto a quelle giudicate esteticamente non piacevoli. Dati i risultati, abbiamo concluso che, negli osservatori naïve, il senso del bello è mediato da due processi non mutualmente esclusivi: uno basato sull’attivazione congiunta di gruppi di neuroni corticali, evocata dai parametri intrinseci degli stimoli e l’insula (bellezza oggettiva); l’altro, basato sull’attivazione dell’amigdala, evocata dalle esperienze emozionali proprie di ciascun individuo (bellezza soggettiva).

Pubblicato

2011-02-09

Come citare

Di Dio, C., Macaluso, E., & Rizzolatti, G. (2010). La bellezza aurea. Risposta cerebrale alle sculture classiche e rinascimentali. PsicoArt – Rivista Di Arte E Psicologia, 1(1). https://doi.org/10.6092/issn.2038-6184/2055

Fascicolo

Sezione

Articoli